Aikido è...

OLTRE LA TECNICA

Spiegare a parole cosa sia l' Aikido equivale a porsi un compito impossibile...

Il kokyu nage non è solo una tecnica, la parola Kokyu va ben oltre e può essere tradotta in italiano con respirazione poiché:
- Ko è equivalente all'espirazione
- Kyu significa inspirazione.

È l'unione di questi due fenomeni che fa nascere la respirazione.

Il "Kokyu" ha un'estensione insospettabile, ben al di là della concezione biochimica o ginnica della respirazione. Grazie alla respirazione

"l'Aikido è un'arte di ridiventare bambini...senza essere puerili."

Come comprendere questa affermazione sul piano tecnico?
Semplice: quando siete afferrati da dietro con le braccia da una persona più forte di voi che vi impedisce di sedervi. Che fare? Proiettarla per liberarsi al fine di potersi sedere? Siccome egli pesa più di me non posso farlo.

Allora? Diventa un bambino! Quando un bimbo vede una conchiglia meravigliosa sulla spiaggia si abbassa per prenderla. Dimentica chi lo stringe da dietro. C'è il fluire del ki che parte dal suo centro verso la conchiglia mentre il ki di un adulto viene bloccato al solo pensiero di qualcuno che lo stringe con tanta forza. Solo tornando bambini, solo dimenticandoci di avere qualcuno che ci blocca, diventiamo leggeri…

Nel gesto del bambino, c'è la gioia di raccogliere la conchiglia che fa dimenticare la presenza dell'avversario. Dimenticare l'avversario ben sapendo che è là, non è comunque facile. Più si tenta di dimenticare, più ci si pensa.

La pratica dell'Aikido implica dunque l'adozione del principio della non-resistenza, nel senso che non si spinge né si tira l'avversario, si evita di agire in un senso che potrebbe suscitare la forza antagonista. Implica anche l'adozione del principio del non-avversario. Poiché appena ci si pensa, il nostro ki è assorbito da questo, la nostra respirazione-attenzione è bloccata. Ma per non essere assorbiti dall'avversario, bisogna avere una certa potenza di respirazione.

Il maestro Ueshiba, fondatore dell’Aikido diceva spesso:

"L'Aikido è un'arte di musunde hanatsu, unirsi e separarsi".

Questa alternanza di unione e di separazione, si può ottenere attraverso l'inspirazione e l'espirazione.

Dapprima c'è l'inspirazione del difensore (tori) che fa scaturire l'azione. Alza la mano inspirando e l'attaccante (uke) segue immediatamente il suo gesto, alzando la mano. C'è sincronizzazione dell'inspirazione da una parte e dall'altra, contemporaneamente alla coordinazione dei gesti. Questa interazione reciproca è una delle caratteristiche dell'Aikido. Essa non esiste in altre arti marziali giapponesi.

Nel Karate, nello Judo, nel Ju-jitsu o nel Kendo ognuno respira indipendentemente e aspetta l'occasione di attaccare l'altro.All'inizio l'interazione non è evidente. Non si fa che eseguire un certo numero di gesti appresi. C'è coordinazione di gesti nell'Aikido.

Perché nell'Aikido ci sono dei gesti identici o corrispondenti da una parte e dall'altra? Non si potrebbe in ogni caso domandare al proprio avversario:"Sarebbe così gentile di alzare la mano contemporaneamente a me, per favore?" Perché una cosa simile sia possibile, ci deve essere una forza coagente che obbliga l'altro ad agire come ci si augura. Nell'inspirazione si trova questa forza, che precede anche l'atto conclusivo, con l’espirazione.

Una volta che si è realizzata e che l'atto è avviato, si passa all'espirazione che permette il fluire del ki. Si vede allora la proiezione e altre cose come una forma visibile della tecnica.

"La respirazione è il fondamento stesso dell'Aikido."