Iaido è...

OLTRE LA TECNICA

Le tecniche che si studiano permettono di acquisire destrezza nel maneggio di un Katana e lo studio dei Kata (sequenze) consiste in una simulazione, praticata dapprima da soli e poi a coppie, di un antico duello con le sciabole che normalmente consiste in un'aggressione e una difesa quasi contemporanee.

La ripetizione dei colpi e dei movimenti di estrazione e rinfodero (suburi) servono ad acquisire precisione, velocità e di conseguenza efficacia nel taglio ma sono anche di per se dei momenti unici ed irripetibili, come la pennellata di un calligrafo e per tanto degni di essere vissuti tutti con pienezza fin dal primo giorno di pratica.

Lo Iaido è una disciplina che oltre a sviluppare coordinazione, velocità ed eleganza nei movimenti del praticante, arricchisce la sua interiorità soprattutto se questa entra in relazione con gli altri.

Sarebbe sbagliato pensare che siccome molti movimenti vengono eseguiti individualmente lo Iaido sia una disciplina che si pratica da soli, gli altri sono sempre presenti e occorre porre attenzione a questa relazione, oltre che fisicamente nel dojo durante la pratica per ragioni di sicurezza anche come misura dei propri progressi sia sotto il profilo tecnico che sotto quello di una ricerca di una maggiore calma e sicurezza interiore.

Vissuto in questo modo il cammino dello Iaido diventa uno straordinario strumento di realizzazione del sé e ogni singolo gesto fatto con la sciabola può entrare in relazione ed avere un suo "alter ego" nella vita quotidiana e nelle sue dinamiche relazionali.

Lo IAIDO è infine un ottimo complemento per chi pratica qualunque altra arte marziale giapponese in quanto vi si possono ritrovare i principi fondamentali delle altre discipline esaltati dal supporto della spada. Ma lo IAIDO non è solo questo; letteralmente significa "via dell'unione dell'essere" (o degli esseri). Scopo ultimo di questa disciplina è la perfetta ed armonica unione con se stessi e di conseguenza con l'Universo. I Maestri di questa antica disciplina dicono che:

"bisogna imparare a tagliare il proprio nemico interiore".