Arti marziali e giochi

ARTI MARZIALI CINESI

KUNG-FU o WUSHU

Il kung-fu (“gong fu” secondo la pronuncia cantonese), letteralmente significa abilità o duro lavoro. Esso viene erroneamente classificato dagli occidentali come un’arte marziale a sé stante, ma in realtà non è altro che l’insieme delle arti marziali cinesi, rese famose dai film del celebre Bruce Lee nel corso degli anni ’70.

“Wu-shu”, così com’è conosciuto in Cina anche col termine “Wu-I” (che significa arte marziale), nasce e si sviluppa parallelamente alla storia di questo affascinante paese, un immenso territorio a lungo segnato da guerre contro popoli invasori e da lotte interne. L’assetto politico-sociale di tipo feudale ha da sempre spinto il popolo a provvedere autonomamente alla propria difesa; da qui la nascita di molti sistemi di combattimento, ciascuno con proprie caratteristiche in base alle necessità, geografiche, culturali e razziali e in base alle caratteristiche psico-fisiche dei praticanti. Dopo numerose guerre e lotte interne, tra le quali va ricordata la distruzione del tempio Shaolin, buona parte dei maestri e praticanti è migrata altrove, creando stili simili ma diversi per caratteristiche.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]

SHAOLIN

Il tempio Shaolin (o Siulam) dello Honan, nel nord della Cina (sulla montagna del Song Shan), è il luogo in cui secondo molti le arti marziali cinesi si sono evolute. Lo sviluppo dello studio di queste avviene intorno al 520 d.c. con l'arrivo al tempio Shaolin del monaco indiano Bodhidharma (o Tat Moh), recatosi lì per divulgare la dottrina ch’an (o zen in giapponese). Dopo un lungo periodo di meditazione (alcune fonti parlano di 9 anni in una caverna), si rese conto di quanto fossero deboli i monaci del tempio, fondato dall'imperatore Xiaowen in onore del monaco indiano Ba Tuo; decise così di creare degli esercizi atti a rinforzare sia il fisico che la salute di questi.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]

T'AI CHI CHU'UAN o TAIJI QUAN

Questa disciplina è una delle più importanti branche delle arti marziali cinesi, ed è il risultato della fusione di varie discipline. È utile, per capirne lo spirito, tracciare un profilo storico che sia anche linea genealogica delle più importanti famiglie e maestri. Sono passati più di 300 anni da quando iniziò la sua diffusione all'inizio della dinastia Qing. L'immensa popolarità raggiunta all'inizio del nostro secolo dette origine alla credenza che questo “ch’uan” (pugilato) sia stato trasmesso all'uomo da esseri celesti. Come risultato la data della sua origine è stata spostata molti secoli prima

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]

WING CHUN

Il wing chun (originale: “pinyin yongchun”) è uno stile di kung-fu cinese basato sulla meccanica di movimento del corpo umano. La tradizione vuole che questo stile sia stato creato da una monaca shaolin in Cina nel XVII secolo e poi trasmesso a una donna dalla quale prese il nome, Yim Wing Chun. Secondo la leggenda solo cinque monaci si salvarono dalla distruzione del tempio di Shaolin, fra questi l'unica monaca era Ng Mui che si rifugiò in un monastero della Gru Bianca su una montagna. Questa disciplina è stata resa famosa da Bruce Lee, in quanto fu la prima arte marziale che studiò sin da piccolo e che portò con sé per parecchio tempo.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]