Arti marziali e giochi

GIOCHI E PASSATEMPI

GO

Il go è uno dei grandi giochi tradizionali dell'umanità. Condivide questo stato con il “backgammon”, l' “awele” (antico gioco africano della semina) e con le varie forme di scacchi giocate sia in occidente che in oriente. Con una storia di 4000 anni alle spalle, il go è tutt'ora giocato nella sua forma originale. Nato in Cina, divenne popolare tra la nobiltà e i letterati come gioco di strategia e raffinata metafora dell'equilibrio delle forze naturali.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]

ORIGAMI

L'origami è l'arte di piegare la carta (dal giapponese, ori = piegare e kami = carta). Oltre che nel Sol Levante, l'arte della piegatura della carta fu conosciuta e apprezzata anche dagli arabi. La tecnica dell'origami usa solo pochi tipi di piegature, che però possono essere combinate in un’infinita varietà di modi per creare modelli estremamente complicati. In genere questi modelli cominciano da un foglio quadrato, i cui lati possono essere di colore differente e continuare senza fare tagli alla carta. Contrariamente a quanto si crede l'origami tradizionale giapponese, che è stato praticato fin dall'epoca Edo (1603-1867), è stato spesso non troppo severo riguardo a tali convenzioni, tagliando la carta durante la creazione dei modelli e partendo da fogli di forma rettangolare, circolare o di forme diverse dal quadrato.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]

SUDOKU

Sudoku è un gioco giapponese solitario di logica nel quale al giocatore o solutore viene proposta una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9 oppure essere vuota o bianca; la griglia va considerata divisa in 9 "sottogriglie", chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Nella griglia proposta al giocatore le celle che contengono dei numeri sono da 20 a 35. Lo scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che ogni riga, colonna e regione contenga tutte le cifre da 1 a 9 (ciascuna una sola volta). Il gioco è nato in Giappone nel 1984 e il suo nome deriva dall'abbreviazione di una frase in lingua giapponese che ha un significato simile a "sono ammessi solo numeri singoli”. Il gioco è oggi enormemente diffuso, presente su quotidiani di oltre 20 nazioni diverse.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]

TAMAGOTCHI

Il tamagotchi, videogioco a forma d’uovo, nel 1996 si diffuse in pochissimo tempo in tutto il mondo a partire dal Giappone allarmando milioni di famiglie per la fortissima capacità che aveva di interagire con i bambini e divenne ben presto un fenomeno anche in Italia. Ancora oggi migliaia di bambini corrono a comprare questo videogioco con una sua vita e delle sue esigenze. Bastano tre piccoli pulsanti e la vita del tamagotchi ha così inizio. Una vita cadenzata da coccole, pranzi, bagnetti. Da ogni cosa, insomma, di cui possa avere bisogno un animaletto in carne e ossa. Ma cosa può spingere un bambino a interagire con un gioco virtuale come il tamagotchi? Nella maggior parte dei casi la solitudine. Sono bambini abituati a interagire con oggetti inanimati come la televisione perché rimangono molte ore soli in casa o affidati ad adulti che fanno altre cose.

[tratto dal libro “105 modi per conoscere l’Oriente” di Stefano Bresciani]